Che cos'è il Villaggio del Gusto Il Villaggio del Gusto è un sistema produttivo e commerciale impostato con regole etiche e condivise, in rapporto diretto con le filiere agroalimentari. Forma un centro di interesse sulla nutrizione, dove riscoprire un rapporto naturale ed autentico col cibo. E sarà anche un un luogo dove le persone potranno relazionarsi fra loro nel conoscere il mondo del cibo. Un luogo, in sostanza, di esperienze.

Il Villaggio ha l'ambizione di coniugare ricerca ed innovazione, non soltanto nel processo di produzione e di commercializzazione dei prodotti, ma anche nelle sue condotte generali, per applicare un diverso modo di intendere la crescita economica dei protagonisti: non solo margine e guadagni, ma anche attenzione ai metodi di produzione e commercializzazione, alle loro conseguenze sull'ambiente economico, naturale e sociale. Il Villaggio ha a cuorea ogni ingranaggio del sistema, ogni persona ed ogni ospite, dall'agricoltore all'acquirente finale. Crediamo che in questo consista il "fare cooperazione" del Villaggio del Gusto, in linea con i valori della propria storia. Il Villaggio è anche inserito in un'area che è interessata dalle Terre Verdiane, dal Po, dalle Terme... Con il progetto correlato della Grande Area Naturale, che insiste su tutta la zona collinare, il Villaggio assumerà non solo un ruolo propedeutico e divulgativo ma anche il ruolo di portale del territorio. Ma questo sarà un altro capitolo del nostro racconto iniziato con AttoPrimo.
La storia del Villaggio Nel 1970, a Fidenza, 60 persone danno vita alla Cooperativa Giuseppe Di Vittorio. L'obiettivo è quello di soddisfare le esigenze e i bisogni di tante famiglie: realizzare case a mutuo beneficio dei soci. Nel volgere di pochissimi anni, grazie all'impegno di tutti, l'obiettivo è raggiunto e si aprono le porte per un impegno ancor più significativo sul territorio, nel segno della solidarietà e di una imprenditoria capace di investire con lungimiranza le proprie risorse. Così, nei primi 20 anni di attività, la cooperativa realizza oltre 200 appartamenti (oggi sono più che triplicati), su un comprensorio che, oltre all'area fidentina, coinvolge diversi altri Comuni. Gli appartamenti assegnati in uso ai soci incrementano il patrimonio della cooperativa che, agli albori degli anni '90, si posiziona già come una delle più solide realtà del settore. Il 14 dicembre 1990, a fronte dei risultati raggiunti, i soci decidono di ampliare gli scopi sociali. Nasce quell'intervento partecipato che, accanto ai bisogni primari della casa, promuove servizi per le persone e per il territorio, con l'obiettivo di contribuire al miglioramento della qualità di vita delle comunità locali. Dalla sua nascita l'attività della Di Vittorio ha innovato il senso del 'fare casa', collaborando con il pubblico ed il privato, giungendo a configurare oggi un gruppo solido, ricco di iniziative, che gestisce un patrimonio cospicuo, che ha dato la casa a centinaia di famiglie e che continua a dar lavoro a decine di imprese, artigiani e professionisti. La cooperativa ha negli anni dato vita anche ad altre cooperative, imprese ed associazioni. Ad oggi aderiscono al Gruppo più di 2400 soci. Le società associate al Gruppo operano in diversi settori: edilizia, bio-edilizia, energie alternative, compravendita immobiliare, riqualificazione del territorio, turismo, ristorazione. Fra queste società, Agrinascente Spa, partecipata dalla Di Vittorio attraverso la Polis Spa, riveste un ruolo particolare: è la Società proprietaria dell'intervento al Villaggio del Gusto. E anche il Villaggio del Gusto, come gli altri interventi della Di Vittorio, nasce da due valori fondanti: la solidarietà e la qualità d'intervento finalizzati allo sviluppo sostenibile.
Il nome del Villaggio Dove nasce il nome Villaggio del Gusto? Quale messaggio intende posizionare? Nello stesso luogo, accanto al casello autostradale dell’A1 di Fidenza, si apprestano a convivere due diversi villaggi. Fidenza Village, l’outlet, utilizza il vocabolo villaggio nella moderna accezione urbana (Greenwich Village: qualcuno se lo ricorda?). In questo senso viaggia in sintonia con altre realtà commerciali e, anche, con le comunità web, che definiscono anch’esse il proprio popolo (o la propria tribù) come village. Ma il nostro Villaggio del Gusto ha voglia di guardare verso altri orizzonti. Nell’associare un nome come Villaggio ad un sostantivo come Gusto, accade infatti uno slittamento di riferimenti. Ci si sposta dal quartiere urbano e dalle tribù mediatiche verso un contesto più familiare, fatto di rumore di piatti, di cucine, di zappe e di orti... in un contesto di convivenza intergenerazionale, in una parola: un contesto domestico. Questo scostamento verso le cose di casa e le cose di campagna fonda indubitabilmente l’anima del Villaggio del Gusto. Certo, si venderà cibo, ma la dimensione di economia su cui intende porre l’accento anche l’AttoPrimo è in opposizione alle logiche mondane basate sull’apparenza consumistica.
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